Fuoco amico su Notte Criminale


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L’occasione

Giorgio Ballario ha intervistato Alessandro Ambrosini l’editore di Notte Criminale, il primo web magazine sul crimine con cui è iniziata una collaborazione con Torinoir attraverso le nostre Vere storie nere.

Il nostro fuoco di domande:

1) Chi è Alessandro Ambrosini e come è nata Notte Criminale?

Alessandro Ambrosini è l’editore e redattore di Notte Criminale, il primo web magazine sul crimine di ieri e di oggi. Personaggio talmente affamato di verità ed avventura che, insieme a Marina Angelo (cofondatrice), Ugo Maria Tassinari ( decano del giornalismo napoletano) e Giuseppe Parente ( acuta penna di Mergellina ), ha dato vita a questo prodotto unico in Italia per densità di notizie giornaliere e per una serie di inchieste scomode che infastidiscono molti. Notte Criminale è nato nel 2009 come evento mai partorito. Un viaggio nel Veneto di Felice Maniero, nella Roma della Banda della Magliana e nella Milano di Renato Vallanzasca. Per testare l’appeal del pubblico aprimmo un blog, in cinque mesi arrivammo a un milione di visualizzazioni e la cosa ci convinse della bontà dell’operazione. Dopo una serie di scoop, che riguardavano Vallanzasca e che finirono sulle pagine del Corriere della Sera, ci decidemmo ad alzare le serrande con il web magazine e il giorno della ricorrenza della caduta del muro di Berlino, nel 2011, a Palazzo Wedekind, Notte Criminale trovò la luce.

2) Ci puoi dare qualche numero sul sito?

Notte Criminale, oggi come oggi, è presente su due piattaforme e un blog. La nuova versione, nata dieci mesi fa, ha una media di 4000 visitatori giornalieri, quella vecchia si attesta ancora sui mille lettori e il blog, sebbene aggiornato raramente, arriva a 700 presenze giornaliere di media. Gli articoli inseriti sono oltre 20.000 dal 2009. La pagina Facebook ha 8500 aficionados, su Twitter (@NotteCriminale) abbiamo 1100 follower e sul nostro canale You Tube 684.000 visualizzazioni. Noi viviamo di collaborazioni e ne abbiamo avute veramente tante e tutte di qualità. Belle firme del giornalismo d’inchiesta ma anche tanti blogger di spessore, professionisti della mente e del modus operandi criminale e un magistrato che è esempio per tutti noi: Otello Lupacchini. Oggi siamo in tre nella redazione virtuale che tratta il quotidiano. A gestire le news del mattino, dalle 7.30 è Alessia Perreca, giornalista romana. Arriviamo comunque a una decina di elementi suddivisi tra rubriche dedicate e “sentinelle” in alcune città.

3) Perché il mondo del crimine continua a suscitare tanto interesse, a tuo parere?

Perchè il crimine piace e fa paura allo stesso tempo. La gente è consapevole che oggi la criminalità è parte integrante della società. E non parlo solo di quella con le pistole. L’oscurità fa paura ma attrae. Sempre.

4) La “cronaca nera” ormai è quasi scomparsa dai giornali. Tu invece dai ampio spazio a questo genere di notizie: perché?

La cronaca nera è sangue, mistero, dolore, giustizia. Tutte cose che rimangono e rimarranno sempre nel dna di un uomo. Non c’è gossip che si ricordi, non c’è il discorso di un politico che rimanga a lungo nella mente di una persona. Esistono invece uomini senza tempo, delinquenti, poliziotti o magistrati che rimarranno per sempre nella mente della gente. Il bene e il male del mondo. Se da una parte troverai un Riina sai anche che dall’altra ci sarà sempre un Falcone o un Borsellino. Questa è la cronaca nera. Un lavoro sporco, che toglie molto alla vita quotidiana ma che regala la consapevolezza che non ci si gira dall’altra parte, che non ci si arrende mai alla malavita.

5) Il cinema e la letteratura sono spesso legati all’immagine del vecchio crimine, anni Settanta e Ottanta. Che ha anche risvolti quasi romantici. Com’è, invece, il crimine degli anni ’10 di questo nuovo secolo?

Bisogna distinguere tra le varie forme di criminalità. Il desperados, quello che compie crimini predatori oggi è più violento, forse anche più giovane e spietato. Vuole tutto e subito e per questo il valore della vita è relativo. Per quanto riguarda il crimine organizzato è forse meno mortale ma non ha perso la sua caratteristica violenta. E’ più concentrato nel continuare ad inserirsi tra gli strati della società civile, politica, istituzionale ed economica. Cosa avvenuta ormai da trent’anni. Ma che scopriamo solo oggi, come dimostrano alcune nostre inchieste.

6) A forza di occuparti di cronaca nera sei entrato in contatto con veri criminali. E hai avuto una “disavventura” niente meno che con Felice Maniero, il boss della mala del Brenta: ce la puoi raccontare?

Avevamo ripreso un articolo dal Corriere della Sera di Brescia dove veniva citato il nome attuale dell’ex boss della Mala del Brenta. Il Tribunale ci cancellò il pezzo ma rimase un tag con il suo nome attuale e una sua foto. Nome che, per inciso fu pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nel 2000 e ripreso da tutti i giornali dell’epoca. Dopo una richiesta di rimozione effettuata con una mail da un soggetto anonimo, chiesi di incontrare questa persona che non si firmava ma che avevo intuito potesse essere lui. Non volevo intervistarlo ma incontrarlo, l’ho fatto con Vallanzasca, con alcuni della Banda della Magliana e con il braccio destro di Maniero. Mi interessa di più conoscere da vicino questi uomini che sentirmi dire le solite cose preparate da anni di interviste o simili. Alla mia richiesta lui si palesò e oltre alle offese fece una chiosa finale su cui ho riflettuto parecchio: uomo avvertito mezzo salvato. Detto da Maniero non è da prendere alla leggera tenuto conto di chi è ancora oggi Faccia D’Angelo e dello “stranissimo” potere di cui si fregia. Andai in Questura e lo denunciai, ci misi una settimana prima di uscire con quel pezzo di carta. Nel corso degli anni ho avuto a che ridire con personaggi della camorra “romana “ dei Senese e, a volte, mi sono mischiato anche in giri vicini all’ndrangheta e mai ho avuto una sensazione così spiacevole per una semplicissima mail. L’arroganza nella scrittura del personaggio meritava di essere segnalata.

7) Noi siamo un gruppo di scrittori che si occupano di gialli e noir: secondo te qual è la situazione della narrativa italiana di genere?

E’ un genere che ha un mercato interessante e interessato anche se risente della crisi come si è visto anche all’ultima kermesse del libro torinese. A parte i soliti “grandi” vedo belle novità all’orizzonte ma soprattutto noto che, piano piano, il noir si sta sempre più mischiando con la cronaca e l’inchiesta. Anzi è l’inchiesta che sta prendendo forme sempre più romanzate. Unica soluzione per avere il massimo impatto sul pubblico. Voi di Torinoir siete una delle realtà più fresche da questo punto di vista, il vostro real-noir è segno che i tempi sono maturi per questo genere di scrittura che appassiona e piace.

8) Quali sono i progetti futuri di Notte Criminale?

I progetti a breve termine sono legati a delle inchieste che stiamo portando avanti, all’organizzazione di quegli eventi per cui era nata Notte Criminale e alla struttura commerciale del webmagazine. A medio termine preferisco non parlarne per scaramanzia. A lungo termine l’uscita su cartaceo nelle grandi città. E’ più un sogno che una meta, visto il periodo, ma sognando siamo riusciti ad arrivare nei computer, tablet e telefoni di qualche milione di persone. Un sogno in giallo e nero.

Visita il sito di Notte Criminale

Giorgio Ballario

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