Le vere storie nere di Beppe Gandolfo


Vamos a la playa, Lambada, Ti amo, Sabato pomeriggio. Tutte le estati hanno un tormentone canoro. E tutte le estati hanno una storia di cronacaccia nera. Sarà perché il campionato di calcio è fermo, sarà perché anche politica e economia vanno in vacanza e giornali e tg debbono essere comunque riempiti. Ecco che, insieme al caldo, scoppia il caso clamoroso, quello di cui tutti parlano, divisi fra innocentisti e colpevolisti.
Nell’antologia “La morte non va in vacanza” oltre ai dodici racconti dei giallisti di Torinoir sono presenti sei storie vere di cronaca. Le ha scritte Beppe Gandolfo, inviato delle reti Mediaset.
Casi clamorosi ma per certi aspetti sconosciuti. Tutti ne abbiamo sentito parlare, ma magari non conosciamo la conclusione giudiziaria. Delitti efferati o sparizioni misteriose: vicende accadute nei mesi caldi e afosi di un’ Italia sospesa tra la canicola e la curiosità morbosa.
Ed ecco che Beppe Gandolfo snocciola con la precisione e la freddezza del cronista la tragica uccisione di Simonetta Cesaroni, ammazzata in un condominio deserto di via Poma, a Roma. Anni di indagini ma nessun colpevole.
Ha un nome e un volto invece il mostro di Foligno, ma ancora oggi nessuno capisce perché non sia stato arrestato almeno un anno prima, salvando così la vita di un bambino.
Scoperto e condannato anche il killer della famiglia Carretta di Parma ma fanno rabbrividire – rileggendo la cronaca di Gandolfo – le motivazioni che spinsero quel ragazzo a far strage della sua famiglia.
Si entra nei misteri del Vaticano con il racconto sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Svanita nel nulla. Decenni di indagini, infinite le piste battute senza alcun risultato. Emanuela é viva? Oppure sepolta, chissà dove..
Nemmeno di Marina Di Modica, affascinante logopedista torinese, sappiamo se è stata uccisa o se è fuggita. Eppure c’è un uomo in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Un cadavere mai ritrovato. Misteri.
È già defunto invece il Killer del Bitter, un omicidio che Gandolfo ha riscoperto dalle cronache del 1962. Un giallo che appassionò l’ Italia del boom economico e che creò parecchio imbarazzo nella società bigotta dell’ epoca.
Sei storie vere che costringono il lettore a una sola inquietante domanda: è più feroce la realtà o la fantasia dello scrittore di gialli?
Soltanto leggendo l’antologia LA MORTE NON VA IN VACANZA potrete trovare la vostra risposta.

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