Un libro nel mirino: Italiani brutta gente di Lorenzo Mazzoni


Lorenzo Mazzoni è una delle penne più felici, ironiche, prolifiche e feroci del panorama noir italiano. Il suo ispettore Malatesta è un personaggio che per la sua singolarità si isola dai colleghi della carta stampata offrendo al lettore una personalità affatto umana e singolare. Non è un alcolista, non fuma sessanta sigarette al giorno, non è un disadattato e non ce l’ha su con tutto il mondo. Eppure risulta credibile e reale, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Uno più grave degli altri: tifa per la Spal, la squadra della sua Ferrara, ormai lontana – si direbbe in maniera definitiva – dalla serie A e dai fasti di un tempo.
Questo sì, che riesce a metterlo di malumore. Come ci riesce la sua famiglia allargata; la moglie divorziata che ospita il proprio amante, il figlio alla ricerca di un suo posto nel mondo, la madre che coltiva la cannabis per un preteso “uso terapeutico” e un cane. Vivono tutti insieme e per Malatesta son grattacapi.
Italiani brutta gente è il quinto romanzo dell’ispettore. Questa volta Mazzoni prende di mira il razzismo fascista e la chiusura mentale che sempre di più affliggono il nostro paese. Samantha Ripamonti, politica brianzola rossa di capelli, più incline a proteggere i cani di razza piuttosto che le persone, non può non ricordarci un personaggio passato come una meteora nel nostro parlamento. Nota soprattutto per l’abitudine di mostrare le cosce nei salotti televisivi, si è trasferita a Ferrara dove, grazie al suo compagno, un imprenditore miliardario, ha aperto un’associazione per il recupero dei cani, rigorosamente di razza. Le cose le vanno benone, fino a quando Beppe Soriani, un ex parà ancora traumatizzato dalla missione in Somalia, e i suoi amici balordi non decidono di sequestrarla. Ritrovarla toccherà all’ispettore Pietro Malatesta, outsider della Squadra Mobile, assieme al sottoposto, e fedele compagno di avventure, Gavino Appuntato.
Il suo lavoro sarà complicato da ronde di yuppie razzisti, guerrafondai in divisa, cani, gatti, senzatetto filosofi, balere funky e scorci della Bassa. Senz’altro una delle storie più nere della saga malatestiana. Bene e male non sono mai stati così chiari.
Con abilissimi tratti della sua penna graffiante, Malatesta descrive caratteri e situazioni, irride personaggi biechi e orrendi mettendoli senza pietà alla pubblica berlina. La narrazione è asciutta, ironica, divertente. Ma anche terrificante quando ti racconta le aberrazioni della natura umana. L’odio, il razzismo, la xenofobia sono le bestie con le quali avrà a che fare Malatesta in questa indagine cupa e crudele. Il personaggio di Samantha, ancorché migliore dell’originale in alcuni dei suoi aspetti, è tratteggiata in modo superbo. A tratti la si detesta e subito dopo ci fa tenerezza. Attacca, subisce, reagisce e soccombe, ma sempre con quell’antipatica allure che contraddistingue un certo tipo di destra, convinta della propria intoccabilità.
Come nelle precedenti storie malatestiane, le buffe illustrazioni di Andrea Amaducci scandiscono il racconto dandogli un piacevole guizzo surreale.
Lorenzo Mazzoni non è tipo da mandarle a dire. I romanzi di Malatesta si contraddistinguono, come tutta l’opera di questo prolifico scrittore, per una critica sociale e civile molto convinta e puntuale. Le persone e i luoghi che animano i suoi libri sono precisi e riconoscibili, ammantati di una certa nostalgia e impregnati di un’umanità che può diventare devastante.
Nel modo di raccontare di Lorenzo, nella sua asciutta ironia, riecheggiano le atmosfere sentimentali di Chandler e Malet, ma anche quelle cupe di Manchette e Scerbanenco, che l’autore sa fare sue condendole di una verve del tutto nuova e convincente.
Se ci fosse una giustizia letteraria, a questo mondo, lo conoscerebbero tutti. Invece, quando ci si tiene con caparbietà al di fuori degli schemi, in Italia si fatica a farsi conoscere.
Un mucchio di gente non sa cosa si perde, ma, come diceva tanti anni fa un personaggio al quale Malatesta sarebbe piaciuto, non è mai troppo tardi.

Enrico Pandiani

Italiani brutta gente
Di Lorenzo Mazzoni
Con le illustrazioni di Andrea Amaducci
Koi Press 2014
Edizioni elettronica e cartacea

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Narratore, saggista e reporter ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui “Il requiem di Valle Secca” (Tracce, 2006; finalista al Premio Rhegium Julii), “Ost, il banchetto degli scarafaggi” (Edizioni Melquìades, 2007), “Le bestie/Kinshasa Serenade” (Momentum Edizioni, 2011), “Apologia di uomini inutili” (Edizioni La Gru, 2013; Premio Liberi di Scrivere Award). È il creatore dell’ispettore Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Momentum Edizioni/Koi Press) “Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico” (2011; Premio Liberi di Scrivere Award), “La Tremarella” (2012) e “Termodistruzione di un koala” (2013). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su “il manifesto”, “Il Reportage”, “East Journal”, “Il reporter”, “Culturalismi” e “Torno Giovedì”. Collabora con “Il Fatto Quotidiano”.

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