Un libro nel mirino: Ossa dimenticate di Andrea Tamietti


Ossa dimenticate (Fratelli Frilli Editori) è il primo romanzo dell’esordiente Andrea Tamietti. Il lavoro contiene tutti gli elementi della letteratura gialla classica: un morto, un mistero, un’investigazione atipica e un colpo di scena finale. Dopo un inizio in sordina, ma accattivante, l’autore ci trasporta nelle viscere di una Torino sommersa e criminale, descritta con cura e dovizia di particolari, nella quale uno spaccato di varia umanità, composto da personaggi equivoci e inquietanti, intreccia i propri destini. A dipanare l’intrigo creato dalla scoperta di un cadavere vecchio di quasi vent’anni, e ormai, appunto, ‘dimenticato’ da (quasi) tutti, è un avvocato torinese caduto in disgrazia, rancoroso e calcolatore, esempio di quell’eroe negativo, alcolizzato e maledetto che tanto successo ha avuto in certa giallistica, un individuo cinico fino al punto di sfruttare la disperazione di una famiglia colpita dal dolore per perseguire i propri poco onorevoli interessi, concentrato sulla propria sofferenza, ma indifferente a quella altrui. Tuttavia, come sempre più spesso accade con i gialli urbani, anche qui la vera protagonista della storia è la città, Torino, in questo caso, con le usanze e i modi di fare tipici dei suoi abitanti, in bilico tra l’attaccamento ad una tradizione sabauda ormai remota e le nuove sfide della crisi economica e della civiltà multietnica. Il lettore viene rapidamente coinvolto in un’indagine di altri tempi, perseguita da un dilettante dotato di malizia e condotta con metodi di fortuna, senza poter fare affidamento sulle tecniche scientifiche moderne, dove gli elementi che lentamente emergono sembrano disegnare un quadro tutto sommato coerente. Su tutto, però, Ossa dimenticate spicca per il finale spiazzante, imprevedibile e davvero inatteso. Insomma, Tamietti dimostra di saper mischiare le carte danzando sul filo di lana della natura equivoca di alcuni indizi con un’abilità sorprendente in un esordiente. Lo stile, nella sua essenzialità, è asciutto, le battute taglienti, il tono della narrazione distaccato e disincantato. Un buon esordio.

Massimo Tallone

Andrea Tamietti
Ossa dimenticate
Fratelli Frilli Editori
pagg. 224

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